"Gli Appennini sono per me un pezzo meraviglioso del creato. Alla grande pianura della regione padana segue una catena di monti che si eleva
dal basso per chiudere verso sud il continente tra due mari (....) è un così bizzarro groviglio di pareti montuose a ridosso l'una dall'altra;
spesso non si può nemmeno distinguere in che direzione scorre l'acqua."
J. W. Goethe, Viaggio in Italia (1786 - 1788)
J. W. Goethe, Viaggio in Italia (1786 - 1788)
Gli Articoli di Benito:
I FUCILI PIU BELLI DEL MONDO (2025-04-03)

Un incredibile e meravigliosa scoperta è stata fatta dal gruppo di ricerca e volontariato A.R.C.A. di Lagaro.
Nell’approfondire e ricercare foto e documenti degli archibugi bolognesi sparsi nei musei del mondo, si sono accorti dell’enorme fama, importanza e stima che gli armaioli dell’appennino bolognese, Acquafresca di Bargi (Camugnano), Negroni di Brento (Monzuno), Ghini di Loiano e i Pozzi dei Sabbioni di Monghidoro, avevano in tutto il mondo.
Una fama dovuta per il loro modo di costruire archibugi, esaltati artisticamente in ogni loro piccolo dettaglio, per la grande precisione e tecnica di costruzione evoluta dei loro artefatti rispetto alle armi prodotte dai loro concorrenti italiani ed esteri, battendo sicuramente tutti sul tempo nella costruzione del primo archibugio a retrocarica a ripetizione al mondo, nel 1650 circa ad opera dell’ armaiolo che più di tutti spicca nel settore, Matteo Acquafresca di Bargi, grande cesellatore ed incisore che ha portando importantissime innovazioni nel settore, e creato un modello di costruzione degli archibugi, cosi finemente decorati e curati con cesellature ed incisioni, chiamato in tutto il mondo “ modello tosco emiliano”, diventato così l armaiolo più conteso dalle corti europee dell’ epoca.
Questi artefatti, di cosi splendida manifattura artigianale, anche se ora poco conosciuti ai più, entrano di tutto diritto nella nicchia degli oggetti italiani più belli ed importanti che tutto il mondo ci invidia e ci apprezza, al pari del veliero Amerigo Vespucci, delle auto emiliane Ferrari, Lamborghini o dei violini di Cremona di Stradivari, Guarnieri e Amati.
Gli archibugi dell’ appennino bolognese, sono l’identità culturale, artistica ed artigianale che più rappresenta e distingue il nostro territorio in tutto il mondo, un importantissimo patrimonio di conoscenze e competenze, ancora trasmesse da padre a figlio, da generazione a generazione, con l’ultimo discendente degli Acquafresca, Fabrizio, importantissimo cesellatore di diciassettesima generazione, di Firenze (MAESTROACQUAFRESCA), o dell’ armiere Zanotti Renato di Bologna, discendente di Cassiano Zanotti, l’ armieri dal 1625, con il nome più antico in Italia subito dopo a quello di Beretta, Con tali caratteristiche, queste opere d’arte, sono degne e possono di fatto entrare nel patrimonio immateriale dell’umanità.
https://youtu.be/2UUam0tUmbU
https://youtu.be/d_YPaK164nA
--
GRUPPO DI RICERCA E DI VOLONTARIATO A.R.C.A. APPENNINO BOLOGNESE.
(Archiviazione, ricerca e collettività dell’appennino bolognese).
PROGETTO V.I.T.A.
Cura e valorizzazione del territorio ed aiuto ai bisognosi.
Sito Facebook: ARCA APPENNINO BOLOGNESE.
Informazioni turistiche E-mail: arca9bologna@gmail.com.
Righi Fabio 320 17 93 002 - Righi Otello 338 22 50 000
I FUCILI PIU BELLI DEL MONDO (2025-04-03)

Un incredibile e meravigliosa scoperta è stata fatta dal gruppo di ricerca e volontariato A.R.C.A. di Lagaro.
Nell’approfondire e ricercare foto e documenti degli archibugi bolognesi sparsi nei musei del mondo, si sono accorti dell’enorme fama, importanza e stima che gli armaioli dell’appennino bolognese, Acquafresca di Bargi (Camugnano), Negroni di Brento (Monzuno), Ghini di Loiano e i Pozzi dei Sabbioni di Monghidoro, avevano in tutto il mondo.
Una fama dovuta per il loro modo di costruire archibugi, esaltati artisticamente in ogni loro piccolo dettaglio, per la grande precisione e tecnica di costruzione evoluta dei loro artefatti rispetto alle armi prodotte dai loro concorrenti italiani ed esteri, battendo sicuramente tutti sul tempo nella costruzione del primo archibugio a retrocarica a ripetizione al mondo, nel 1650 circa ad opera dell’ armaiolo che più di tutti spicca nel settore, Matteo Acquafresca di Bargi, grande cesellatore ed incisore che ha portando importantissime innovazioni nel settore, e creato un modello di costruzione degli archibugi, cosi finemente decorati e curati con cesellature ed incisioni, chiamato in tutto il mondo “ modello tosco emiliano”, diventato così l armaiolo più conteso dalle corti europee dell’ epoca.
Questi artefatti, di cosi splendida manifattura artigianale, anche se ora poco conosciuti ai più, entrano di tutto diritto nella nicchia degli oggetti italiani più belli ed importanti che tutto il mondo ci invidia e ci apprezza, al pari del veliero Amerigo Vespucci, delle auto emiliane Ferrari, Lamborghini o dei violini di Cremona di Stradivari, Guarnieri e Amati.
Gli archibugi dell’ appennino bolognese, sono l’identità culturale, artistica ed artigianale che più rappresenta e distingue il nostro territorio in tutto il mondo, un importantissimo patrimonio di conoscenze e competenze, ancora trasmesse da padre a figlio, da generazione a generazione, con l’ultimo discendente degli Acquafresca, Fabrizio, importantissimo cesellatore di diciassettesima generazione, di Firenze (MAESTROACQUAFRESCA), o dell’ armiere Zanotti Renato di Bologna, discendente di Cassiano Zanotti, l’ armieri dal 1625, con il nome più antico in Italia subito dopo a quello di Beretta, Con tali caratteristiche, queste opere d’arte, sono degne e possono di fatto entrare nel patrimonio immateriale dell’umanità.
https://youtu.be/2UUam0tUmbU
https://youtu.be/d_YPaK164nA
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GRUPPO DI RICERCA E DI VOLONTARIATO A.R.C.A. APPENNINO BOLOGNESE.
(Archiviazione, ricerca e collettività dell’appennino bolognese).
PROGETTO V.I.T.A.
Cura e valorizzazione del territorio ed aiuto ai bisognosi.
Sito Facebook: ARCA APPENNINO BOLOGNESE.
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